Per The Rope
Ho rifatto la home di Carlo Colombo. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.
A parole siamo bravi tutti, io per primo: per questo, invece di raccontarti come lavoro, ho rifatto una pagina che conosci bene. Carlo Colombo non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattato.
Il sito che avete progettato e sviluppato per lui, quello del vostro caso studio del maggio 2025, ha già quello che molti siti di designer non hanno: un sistema da rivista di design (l’Helvetica grande, il corsivo Garamond accanto, il nome in Oswald), l’evidenziatore giallo come segno che ritorna, i pezzi prima delle parole, e una collezione aggiornata fino ai pezzi del 2026. L’ho tenuto intero: i colori sono i vostri, il nero, il bianco, il giallo.
L’idea regge. Quello che non regge, dal telefono, è il modo di caricare: la pagina salta mentre arriva (il ritratto della bio non dichiara le sue misure e, quando arriva, spinge giù tutto il blocco), e la prima foto, per Lighthouse, arriva dopo undici secondi.
Il prima e il dopo, dal telefono


Su PageSpeed (Lighthouse, dal telefono)
Lo strumento di Google che rifai in un minuto su PageSpeed Insights, col profilo del telefono. La rete e il processore lenti li ricava con un calcolo, invece di rallentarli davvero. Due passaggi: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore.
- Il voto delle prestazioni
- 97 su 100invece di 44
- La prima schermata (LCP)
- 2,4 sinvece di 11,1 s
- Quanto si sposta mentre carica (CLS)
- 0,00invece di 0,98
In Chrome, come da un telefono, con la rete rallentata davvero
Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta Chrome. L’anteprima non carica Analytics né il banner dei cookie: sul sito vero si decidono con lo studio.
- La prima schermata (LCP), in 4G
- 0,9 sinvece di 3,6 s
- La stessa, in una rete lenta
- 2,0 sinvece di 16,9 s
- Il peso al primo caricamento
- 313 KBinvece di 4 MB
- Le richieste ad altri siti
- 0invece di 17
Misurato il 25/10/2026 sull’anteprima pubblicata e sul sito di oggi, nello stesso giro (fra le 11:13 e le 11:20). I numeri di PageSpeed li rifai in un minuto; quelli di Chrome, a occhio, dal tuo telefono.
Che cosa ho cambiato, e perché
Il motto, vissuto
Oggi «Design. Architecture. Interior.» scorre da solo in un nastro sopra il carosello. Qui il motto è la pagina: «Design.» è la poltrona Embrace di Bentley Home su bianco, «Architecture.» le stesse poltrone in un chiostro, «Interior.» la poltrona in una stanza, con le foto della sua scheda. È il principio con cui lavoro, feel, don’t tell: la pagina fa vivere la promessa invece di scriverla.
Una pagina ferma, come le sue forme
«Purezza delle forme» vuol dire anche una pagina che non si muove sotto il dito. Ogni foto dichiara le sue misure, la prima schermata è completa prima di qualunque script, e si muove solo quando si muove chi guarda.
I marchi, coi loro pezzi
Oggi nella home i marchi sono le didascalie dei pezzi: l’elenco sta nei loghi bianchi della bio e nella pagina Design. Qui sono la sezione che vende: i diciannove della pagina Design, uno per riga, e sopra ogni nome arriva un pezzo che ha disegnato per quel marchio. Un’azienda che cerca un designer capisce al primo scorrimento con chi ha lavorato, e subito sotto trova come scrivergli.
Il vostro segno, come filo
L’evidenziatore giallo del vostro foglio di stile è diventato il filo della pagina: si allarga sotto la scala dell’apertura, sotto il marchio e il premio accesi, sotto la frase della bio. I caratteri sono i gemelli liberi dei vostri (Nimbus Sans per l’Helvetica, EB Garamond per il corsivo) e lo stesso Oswald per il nome, serviti dal sito stesso.
Google e la condivisione
Il titolo principale dice chi è (oggi è lo slogan, ripetuto tre volte nel nastro), i dati strutturati dicono la persona e lo studio con la sede di Massagno, e il link ha la sua anteprima, con la poltrona davanti alla parola.
La velocità
La prima foto arriva per prima e ferma (oggi, per Lighthouse, quella del carosello è scaricata e resta più di sette secondi senza essere disegnata), le altre quando servono, nelle misure di ogni schermo. La scena dell’apertura è fatta di foto, di un foglio di stile e di poche righe di script, senza librerie 3D: per questo arriva subito anche dal telefono.
Due cose, intanto, si sistemano già domattina anche sul sito di oggi, senza aspettare il resto: dichiarare le misure del ritratto della bio (larghezza e altezza, o un rapporto d’aspetto), che Lighthouse indica in tutti e due gli spostamenti dello 0,98; e dare al sito un’immagine per l’anteprima del link, che oggi manca: incollato su WhatsApp o LinkedIn, il link non sceglie la sua foto.
Quanto tempo, e con che cosa
Una mattina, quella di domenica 25 ottobre: il lavoro è partito alle 9:34, ed era pubblicato alle 11:13. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui lavoro: prima ha studiato e misurato il sito di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove. Un secondo agente, che fa da regia per me, ha giudicato le prove sugli scatti prima che la pagina si vestisse; un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono. La mattina ha coperto la home e la scheda di Embrace, in italiano: il resto è nell’elenco qui sotto.
Next.js, pubblicata su Vercel. Se la pagina va online, si aggiunge il gestore dei contenuti: lo studio cambia da sé testi, pezzi, premi e notizie dalla pagina stessa. In questa anteprima non c’è. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa appartiene soltanto a lui.
Che cosa puoi portare a Carlo Colombo
- La home e le schede dei pezzi rifatte così, in italiano e in inglese come oggi.
- Per i pezzi che nelle schede hanno le foto giuste, la scena dell’apertura: su bianco, in un’architettura, in una stanza.
- Le notizie, i premi e la rassegna stampa da aggiornare in pochi minuti dalla pagina stessa.
- I progetti di architettura e d’interni, che oggi stanno fra le notizie, con la stessa cura dei pezzi.
- Le parole con cui lo cercano su Google, in due lingue, anche nelle pagine dei marchi che il sito ha già.
Se vuoi vedere come si lavora così
Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.
Il programma del pomeriggio (si apre in un’altra scheda)
Federico Vitiello
Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese